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All’ESCP Chat-GPT sale in cattedra per la prima volta in Italia

La ESCP Business School di Torino si pone all’avanguardia nell’innovazione educativa, diventando una delle prime università italiane a integrare ufficialmente l’intelligenza artificiale nel proprio modello didattico. Grazie a un accordo con OpenAI, ChatGPT Edu entra a far parte della quotidianità accademica come assistente digitale h24 per docenti e studenti, trasformando l’approccio all’insegnamento e all’apprendimento.
“Dopo Oxford, c’è Torino”, afferma con orgoglio Francesco Rattalino, Executive Vice-President e Dean for Academic Affairs and Student Experience della ESCP. La scuola ha siglato una partnership con OpenAI per l’adozione di licenze ChatGPT Edu, una soluzione che promette di rivoluzionare il modo in cui studenti e docenti interagiscono con la conoscenza. La fase iniziale della sperimentazione ha coinvolto un migliaio di persone tra corpo docente, staff e studenti, tutti impegnati in una formazione specifica sull’uso delle applicazioni OpenAI.
L’obiettivo a lungo termine è l’integrazione completa dell’intelligenza artificiale nella didattica, non solo come strumento di supporto all’insegnamento, ma anche come competenza essenziale per i futuri manager. “Nei prossimi anni, l’AI giocherà un ruolo fondamentale nei modelli di business, e i leader di domani dovranno essere pronti a lavorare a stretto contatto con questa tecnologia”, sottolinea Rattalino.
Fondata nel 1819 a Parigi, la ESCP Business School ha assistito a tutte le rivoluzioni industriali, adattandosi costantemente ai cambiamenti del mercato. Oggi vanta sei campus in Europa, con Torino come polo di eccellenza dal 2004. L’innovazione è al centro della sua visione educativa: nell’ottobre scorso, la scuola ha inaugurato una nuova sede di 8.000 metri quadrati nel centro città, progettata per favorire una didattica tecnologicamente avanzata. “Abbiamo investito 6 milioni di euro in supporto tecnologico e 300 milioni in totale per la crescita dell’istituto”, spiega Alberta Di Giuli, Dean del campus torinese.
L’innovazione non si ferma all’adozione di ChatGPT. Recentemente, la ESCP ha ottenuto l’accesso a OpenAI Deep Research, un avanzato strumento per la ricerca. Inoltre, a marzo verrà inaugurata una training room per il trading e la finanza, mentre nel 2026 partirà un master in Financial Innovation and Technology, con l’intelligenza artificiale al centro del programma.
L’adozione dell’AI non significa sostituire i docenti, ma ridefinire il loro ruolo. “I professori non verranno rimpiazzati”, precisa Rattalino. “Anzi, saranno supportati da un approccio ibrido che valorizza il metodo socratico, ponendo l’elemento umano al centro dell’insegnamento”. Questa filosofia, secondo lui, non riguarda solo il mondo accademico ma anche il panorama aziendale, dove l’AI sta già rivoluzionando settori come la consulenza strategica, riducendo drasticamente i tempi di analisi e reportistica.
L’introduzione dell’AI nella didattica potrebbe rappresentare una leva strategica anche per le imprese piemontesi, in particolare per le piccole e medie imprese che devono affrontare la sfida della trasformazione digitale. “Il nostro obiettivo è creare valore e avere un impatto positivo sul territorio”, conclude Di Giuli. “Torino sta investendo nei settori del futuro, e la ESCP Business School vuole essere protagonista di questa trasformazione fornendo ai suoi studenti competenze aggiornate e rilevanti”.
Con questa iniziativa, la ESCP Business School non solo anticipa il futuro della formazione, ma dimostra che l’intelligenza artificiale, se integrata con una visione strategica, può diventare un potente alleato per l’educazione e lo sviluppo economico.

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